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Terapia antiangiogenica con modalità anti-VEGF per l’edema maculare diabetico


L’edema maculare diabetico è una complicazione comune della retinopatia diabetica.
La retina si inspessisce a livello della macula e ciò provoca una graduale perdita della visione centrale.

Benchè sia stato dimostrato che la fotocoagulazione a griglia o quella laser siano in grado di ridurre il rischio di perdita della visione nell’edema maculare diabetico o nell’edema maculare clinicamente significativo, la visione migliora solo raramente.

La terapia antiangiogenica con modalità anti-VEGF ( anti-vascular endothelial growth factor ) è stata recentemente proposta per migliorare la visione in persone con edema maculare diabetico.
I farmaci anti-VEGF vengono somministrati con una iniezione nella camera vitrea dell’occhio.

Un gruppo di Ricercatori della Fondazione Bietti di Roma, ha compiuto una revisione della letteratura per valutare l’efficacia della terapia anti-VEGF nel preservare o migliorare la visione in parsone con edema maculare diabetico.

Sono stati identificati solo 4 piccoli studi relativi solo agli esiti a breve termine ( da 24 a 36 settimane ); 3 dei quali avevano più di 2 gruppi di randomizzazione portando a un totale di 5 tipi di confronti.
Solo 1 dei confronti ha incluso più di uno studio nell’analisi.

L’esito a lungo termine era il cambiamento medio alla scala LogMAR di acuità visiva.

Uno studio condotto su 172 pazienti ha confrontato 3 dosi di Pegaptanib ( Macugen ) verso il trattamento fittizio ( circa una media di 5 iniezioni ) e un altro ha confrontato Bevacizumab ( Avastin ) o Bevacizumab più Triamcinolone con il trattamento fittizio ( iniezioni multiple di Bevacizumab una singola iniezione di Triamcinolone in 101 pazienti, per un totale di 115 occhi ) in pazienti con edema maculare clinicamente significativo refrattario alla fotocoagulazione.

Bevacizumab o Bevacizumab più Triamcinolone sono stati inoltre confrontati con la fotocoagulazione in 129 pazienti con edema maculare clinicamente significativo non-trattato ( 150 occhi, iniezioni multiple necessarie in 24 pazienti ).

Benchè i confronti abbiano mostrato una tendenza a favorire la terapia antiangiogenica, le stime non hanno raggiunto la significatività statistica o, se la raggiungono, non si sono dimostrate forti all’analisi di sensibilità in relazione a dati mancanti e potenziali bias legati alle stime su un singolo studio.

Non è stato possibile dimostrare differenze in uno studio su 26 pazienti per quanto riguarda il confronto tra Bevacizumab e Triamcinolone ( entrambi somministrati con una singola iniezione ) e tra Bevacizumab e Bevacizumab più Triamcinolone in 2 studi su 182 pazienti.

Tutti gli studi inclusi nella revisione, ad eccezione di quello su Pegaptanib, si sono dimostrati a rischio di bias in base a una valutazione che ha tenuto conto di 6 fattori di qualità metodologica.

Non sono stati osservati eventi avversi gravi in questi studi a breve termine ad eccezione di un caso di uveite anteriore grave in un occhio trattato con Bevacizumab.

Nessuno degli studi inclusi nella revisione ha esaminato gli effetti nel lungo periodo della terapia antiangiogenica.

In conclusione, non sono disponibili sufficienti prove di alta qualità da studi clinici, di ampie dimensioni, randomizzati e controllati a sostegno dell’uso di iniezioni vitreali singole o multiple di anti-VEGF per trattare l’edema maculare diabetico.
I risultati di studi attualmente in corso su diversi composti dovrebbero valutare non solo l’efficacia del trattamento, ma anche, in caso di beneficio osservato, il numero di iniezioni necessarie per il mantenimento e la sicurezza a lungo termine. ( Xagena2009 )

Parravano M et al, Cochrane Database Syst Rev 2009; (4): CD007419


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